1) Kierkegaard. Critica a Hegel.
Ci che Hegel ha considerato una grande scoperta dell'idealismo,
cio la presenza del movimento nella logica, secondo Kierkegaard
ha creato solo confusione. Il movimento  impensabile nella
logica, esso appartiene solo all'esistenza.
S. Kierkegaard, Postilla conclusiva non scientifica alle Briciole
di filosofia e Il concetto dell'angoscia.

 Se si deve costruire un sistema logico, bisogna badare
soprattutto che non venga assunto nulla di ci ch' soggetto alla
dialettica dell'esistenza, cio di quanto  unicamente perch
esiste o perch  esistito, e non per via dell'essere (logico). Da
ci segue che quell'incomparabile e incomparabilmente ammirata
scoperta di Hegel d'introdurre il movimento nella logica
(prescindendo dal fatto che, in met dei testi, manca anzi una
vera ricerca per dimostrare ch'esso vi si trova) equivale a
introdurre la confusione nella logica.
E non  anche strano porre il movimento a fondamento di una sfera
dove il movimento  impensabile, ovvero lasciare che il movimento
spieghi la logica mentre la logica non pu spiegare il movimento?
[...].
In un sistema logico non si deve assumere nulla che abbia un
rapporto all'esistenza, che non sia indifferente rispetto
all'esistenza. La supremazia infinita che compete alla Logica su
tutto il pensiero, in quanto essa  l'oggettivit,  a sua volta
limitata da questo, che dal punto di vista soggettivo essa 
un'ipotesi, proprio perch, per quel che riguarda la realt, essa
 indifferente rispetto all'esistenza.
[...].
Nella logica nessun movimento pu divenire, perch la logica , e
tutto ci ch' logico  [...]: l'impotenza del logico  il
passaggio dalla logica al divenire dove si presentano l'esistenza
e la realt. Quando la logica si sprofonda nella concretezza delle
categorie, non dice niente di pi di quanto aveva detto fin da
principio. Ogni movimento, per servirci per un momento di questa
espressione,  un movimento immanente, il quale, in un senso pi
profondo, non  movimento. Di questo ci si pu convincere
facilmente se si pensa che il concetto del movimento stesso  una
trascendenza che non pu trovare un posto nella logica. Allora il
negativo  l'immanenza di movimento,  ci che scompare, ci che 
tolto. Se tutto diviene in questo modo, niente diviene, e il
negativo diventa un fantasma. Ma, appunto per fare divenire
qualche cosa, nella logica il negativo diventa qualcosa di pi,
diventa ci che produce il contrasto, cio non una negazione ma
una contra-posizione. Ora il negativo non  il silenzio nel
movimento immanente, ma  lo  altro necessario , che certamente
pu essere molto necessario per dare inizio al movimento logico ma
che non  pi il negativo.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1971, volume
diciottesimo, pagine 1328 e 1333.
